Gli ultimi eroi

C’è un viaggio che vi voglio raccontare .

Un viaggio fatto di parole indelebili , verità innegabili , rancore che avvelena , rabbia che divora , impotenza che logora , solitudini “scelte” , paure non paure , esili forzati e odio … odio e NON  indifferenza ! Indifferenza e morte , in questo viaggio , sono sinonimi!

E’ il mio viaggio ne “La bellezza e l’inferno” di Roberto Saviano.

E ve lo racconterò ,  passo per passo , parola per parola , sensazione per sensazione , ma non oggi , domani!

Oggi voglio raccontarvi il CAPITOLO PRIMO di questo viaggio , iniziato in uno strano giorno di uno degli anni più bui della mia vita, quando , persa nei miei pensieri , piena di rancore , rabbia e sdegno per una società sempre più corrotta , malata e in declino , entrai in libreria e senza nemmeno sapere chi fosse questo Roberto Saviano comprai “GOMORRA” ( allora come oggi ero un pò fuori dalle correnti del mondo , perciò non ero stata vittima del relativo bombardamento mediatico !)

Ci si aspetterebbe , da una ragazza del nord , nata , vissuta e cresciuta al nord , che un libro come Gomorra possa sì destare scalpore , ma poi restare un libro come altri nello scaffale della libreria a prendere polvere. Eppure dovevo averlo capito già alla cassa , mentre pagavo il biglietto per quel viaggio senza ritorno!

Era dentro . Dentro nel cuore pulsante e incandescente dell’istinto , della passione , dell’attaccamento alla vita , quella vera . E fu come bere una CocaCola ghiacciata in pieno deserto … ahhhhhh!

Quel ragazzo scriveva di petto . Credeva nelle sue parole . Viveva di quelle parole . Ogni riga era un alito di rancore , lo stomaco mi si rivoltava , mi ritrovavo con i pugni stretti stretti e le unghie che lasciavano il segno nel palmo della mano , la gola zeppa di rabbia , gli occhi lucidi di tensione e la mia voce silenziosa che diceva “non mollare Robbè , non mollare , non mollare ” . Quel ragazzo parlava di mafia e io , che fin da piccola ho avuto un pessimo e rissosissimo rapporto con i prevaricatori , i prepotenti e le teste di cazzo , la mafia davvero me la sentivo sullo stomaco come una peperonata alle 4 del mattino!

Per la prima volta una voce fuori dal coro . Per la prima volta un ragazzo della mia età , in piedi su un cumulo di rifiuti assassini , gridava al mondo “”Maledetti bastardi, sono ancora vivo!” … e lo gridava a gran voce , con la faccia sotto la pioggia e il cuore in rivolta … e lo gridava alla più grande macchina criminale del nostro paese … e non aveva paura , o forse si , ma è questo che significa avere coraggio , essere vivi : avere paura e non lasciarsi fermare da essa!

E quel giorno compresi . L’odio viscerale per quel meccanismo avido di anime e dignità che era stato sempre dentro di me , ancora bambina appiccicata alla tv guardando a bocca aperta quelle stragi , quel rancore ficcato là dentro per qualcosa che il mio essere mi impedise di accettare non se ne sarebbe andato mai . E non avrebbe fatto silenzio mai .

Io non conosco davvero la mafia . Vivendo all’estremo nord del nostro Paese l’orrore non si percepisce così prepotentemente . Si annusa , a volte , ma è odore lontano e ben mascherato da “normalità” . Ma basta mettere un piede laggiù , nel profondo Sud, basta guardare le strade , i marciapiedi , i cassonetti , le case , la gente , ascoltare , conoscere , osservare … basta vivere qualche mese in quelle terre abbandonate dal tempo ed ecco che un pugno allo stomaco ti stende .

E forse era destino …

Oggi quelle terre sono la mia casa , “Gomorra” non è più soltanto un libro (o un film) , “La bellezza e l’inferno” non è solo il secondo capitolo , Roberto Saviano non è solo uno scrittore . Quelle parole sono l’ultimo barlume di speranza per un Paese allo sfascio , sono coltelli che girano dentro una piaga , sono spinta a restare in piedi , dritti , con dignità e coraggio … PERCHE’ LA MAFIA NON CI PIEGHI , PERCHE’ LE LUCI NON SI SPENGANO !

Esistono ancora gli eroi … non li hanno uccisi tutti!

“Non mollare Robbè!”


“Per ogni esecuzione di camorra, per ogni omicidio, Napoli perde dignità, credibilità, luce e serenità. E magari da questo video, pur nella sua atrocità, qualcosa di buono potrà venire. In futuro – e mi rivolgo ai lettori del centro e nord Italia – quando leggerete di queste storie, quando leggerete delle esecuzioni, quando sentirete parlare di sparatorie, invece di pensare che si stia parlando di periferie distanti e di vicende sconosciute, ricordatevi di queste immagini in modo che le parole, i fiumi di parole che schiere di giornalisti quotidianamente scrivono su queste vicende possano trovare concretezza nel vostro sguardo, nello sguardo di chi legge, uno sguardo che può chiedere di mantenere luce accesa su tutto questo.

È fondamentale comprendere che le organizzazioni criminali che in Campania, in Calabria e in Sicilia, negli ultimi trent’anni, hanno fatto più di diecimila morti, non sono un problema del Paese, ma sono il problema del Paese. Che ogni attimo dedicato ad altre vicende, ogni attimo che ci vede distratti da altre questioni, è un attimo concesso alle mafie. “

© 2009 Roberto Saviano. Published by arrangement with Roberto Santachiara Literary Agency

(In cinque minuti la banalità dell’inferno ora sogno la ribellione del quartiere – Roberto Saviano su La Repubblica 30 ottobre 2009 )”

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~ di koalanation su 30/11/2009.

6 Risposte to “Gli ultimi eroi”

  1. Anche sul mio blog si parla di questo eroe, così giovane e così straordinario che con il suo coraggio e la sua dolcezza è diventato un simbolo.
    A volte ci penso e non capisco come nel mondo tante cose inutili si contrappongano ad un uomo come questo, le proposte assurde dei politici, il gossip, i nostri dubbi sul dove fare una vacanza o su quale vestito comprare, sembra tutto così infinitevolmente minuscolo.
    Come si può condannare se stessi a vivere sotto scorta?
    Come si può rinunciare ad una vita normale, ad una famiglia?
    Come si può rinunciare a stare sereni per vivere nella paura?
    Come può un “UOMO” essere così coraggioso?
    Forse il segreto è crederci, credere che questo mondo possa essere migliore, credere che se ognuno di noi fa il suo passo lo schifo prima o poi viene cancellato.
    Non so darmi spiegazioni, so per certo che vorrei essere così come lui ed avere il suo coraggio.
    Ciao kate

  2. @ALAN : eh già , ci si nasconde dietro la “paura” e si delega ad altri il compito di cambiare cose che “sono sempre state così” … e si continua a vivere , inesorabilmente privi di scelta in una terra dove “scelta” è una parola ormai in estinzione !!!
    Ma questa è un altra storia … e oggi inizierò a raccontarvela !

    @TUTTI : spero continuerete a leggere i miei post a tema … lo so , sono un pò pesanti e prometto che intervallerò con qualche post leggero leggero … MA TENIAMO ACCESE LE LUCI !

    BUON WEEKEND A TUTTI !

  3. Saviano è veramente uno degli ultimi eroi, la sua assoluta consapevolezza di esserlo mi riempie di una immensa tristezza, la stessa che si legge nei suoi giovani occhi, uno sguardo senza speranza, un compito che si trova a fare ormai quasi per forza, non si può più sottrarre, non può più decidere, può solo continuare questo suo lungo viaggio in assoluta solitudine e la consapevolezza di essere nel giusto forse non lo consola e non gli basta più, quanta tristezza nei suoi occhi, rassegnato al suo ruolo di non aver saputo vivere altrimenti, predicatori tra i sordi e quei pochi che ci sentono sono sempre distratti, che senso di solitudine deve provare nel suo lento e periglioso incedere, ma sa che il percorso intrapreso su quel sentiero non può essere rinnegato, condannato a vedere e a sapere quello che tutti sanno e vedono ma nessuno ammette, è solo come sono stati tutti i cavalieri erranti prima di lui, condannato a combattere battaglie già perse e a cui nessuno interessa veramente vincere, Saviano l’ultimo eroe in un mondo di ciechi di sordi di muti e di disattenti.

  4. Grande Koala!
    A volte pensiamo che Gomorra sia un romanzo di un Sud in guerra. E invece è la vita del Sud in perenne guerra. Purtroppo.

  5. Grazie Arthur … non smetterò di scriverne e spero che le persone non smettano di leggere !

  6. Ho letto Gomorra ed ho avuto più o meno le tue stesse sensazioni.
    Come te, pur essendo un Siciliano di nascita ed essendoci vissuto fino ai 17 anni, non conosco la mafia, ma conosco lo squallore di certe città del sud, della mia terra, conosco quelle case, quei cassonetti, quelle strade, quei visi e le loro parole, e ogni volta sto male per un’inerzia che manca, che stenta a trovare la strada per vivere con dignità.

    Al di là di tutto ciò, devo dirti che hai scritto delle cose bellissime, a mio parere, da leggere soltanto, che non lasciano spazio ad altri commenti: un invito alla riflessione, che ognuno di noi dovrebbe fare, e di questo, ti ringrazio.

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